L'idea era quella di camminare lungo i crinali dei 5 colli di Parzanica... ovvero dalla Santissima al Monte Creò, poi Punta del Bert, Monte Mandolino, Monte Cremona e Monte Saresano tutti all'incirca sui 1100 mt.
La camminata parte dall'abitato di Parzanica davanti a una botteguzza trovate il cartello Via la Santissima da lì si sale lungo una strada cementata molto molto ripida ma non troppo lunga: è l'unico tratto veramente duro dell'itinerario che copre un dislivello 200/300 mt.
Poi si trasforma in un sentiero...
e dopo poco si giunge alla Chiesa della Santissima Trinità... da piccola dalla nostra amata casa di Parzanica col binocolo si vedevano ogni anno le tende blu degli scout...
Sul monte Creò.. a detta di Gaia "la montagna dove va a dormire il Sole"... sullo sfondo è molto ben visibile la caratteristica forma a vela del Monte Bronzone... una delle nostre prossime mete!
Sempre sul Monte Creò, proprio dove confluisce il sentiero che giunge dall'abitato di Fonteno trovate una zona attrezzata.
Eccoci persi in mezzo alle proprietà private sulla Punta del Bert: quella che tengo in mano, nonostante la dimensione extra-large della foto, non si nota ma è una cartina...
in teoria seguendo la linea rossa dei sentieri segnati avremmo potuto realizzare la nostra passeggiata anfiteatrica lungo il crinale... ma il nostro sogno è svanito... qualche sentiero c'è ma ben poco se si pensa che buona parte dei tratti vanno percorsi al di sotto del crinale lungo strade asfaltate... siamo giunti al Monte Cremona dove abbiamo pranzato e raccolto fragoline, tantissime davvero lungo la salita al monte!
Il Monte Saresano l'abbiamo lasciato per la prossima volta :)
Conclusioni: difficilmente i sentieri percorrono i crinali: i sentieri antichi calcati e ricalcati nel tempo avevano una funzionalità concreta: economica, di passaggio, di collegamento o di ascesa alla vetta.
La passeggiata crinalica richiama un'esigenza di godimento esclusivamente estetico che solo dagli ultimi 50 anni possiamo permetterci...
E' un po' come la realizzazione di una pista ciclabile, o di un anello naturalistico all'interno di un'area protetta. Una passeggiata crinalica su questi 5 colli di Parzanica disposti naturalmente ad anfiteatro potrebbe essere davvero magnifica: una vista mozzafiato sul Sebino, sulla Valle delle Tombe di Vigolo, sulla Valle di Fonteno e molto oltre. Una buonissima panoramica sul sistema orografico nel quale siamo immersi!
Quindi:
Forza Comune di Parzanica e Associazioni di amanti della natura: mettete insieme un bel sentiero naturalistico che possa aiutare a cogliere la ricchezza e la bellezza di questo territorio!
martedì 16 luglio 2013
lunedì 8 luglio 2013
Il nostro giro del Sebino
Per il mio compleanno siamo partiti all'avventura... come diciamo noi.. sapevamo solo che volevamo fare il giro del lago... abbiamo seguito l'ispirazione !
Una bella colazione a Riva di Solto con tanto di salatini piccanti e patatine andate a ruba..
Una sosta a Portirone, un antico borghettino di pescatori.. per guardare la cascata del torrente dei Foppi che scende da Parzanica... ops la foto.. e per godersi il panorama dal molo: sullo sfondo il Monte Guglielmo !
una tappa tutta bambinosa al parco giochi:complimenti al paese di Predore, tanto verde e tanti giochi per tutte le età, pulito e ben attrezzato!!
tanto affetto: ingrediente essenziale !
e una gita a Montisola per gustarsi un bel piatto di sardine alla griglia con polenta al chioschetto..
Ottimo regalo questa gita! Grazie a tutti quelli che hanno collaborato.
Una bella colazione a Riva di Solto con tanto di salatini piccanti e patatine andate a ruba..
Una sosta a Portirone, un antico borghettino di pescatori.. per guardare la cascata del torrente dei Foppi che scende da Parzanica... ops la foto.. e per godersi il panorama dal molo: sullo sfondo il Monte Guglielmo !
una tappa tutta bambinosa al parco giochi:complimenti al paese di Predore, tanto verde e tanti giochi per tutte le età, pulito e ben attrezzato!!
tanto affetto: ingrediente essenziale !
e una gita a Montisola per gustarsi un bel piatto di sardine alla griglia con polenta al chioschetto..
Ottimo regalo questa gita! Grazie a tutti quelli che hanno collaborato.
venerdì 28 giugno 2013
Finalmente sul Trenta Passi - 1248 mt
Eccolo lì sullo sfondo il Trè Tapàs con i suoi tre spunzoni:
Se volete avere una panoramica ottimale del Lago d'Iseo salite sul Trenta Passi. Noi siamo partiti da Cusato di Zone.
Una mulattiera tutta in salita ma ombreggiata e folta di belle sorprese...
salamandre pezzate in vari stadi di crescita
acervi di Formica Rufa
e non poteva mancare qualche fiore raro come l'elegantissima Aquilegia
Una pausa cioccolatosa...
e poi il tratto più aspro del trekking
per il quale non ho avuto il coraggio di tirare fuori la macchina fotografica, di chiacchierare , di studiare fiori e pietre retroceduti a semplici fiorellini e ciottoli...
ampiamente ricompensati da un ultimo tratto con una visuale da urlo anche se attenuata dalla cara amica foschia che sembra spesso accompagnarci nelle nostre scalate...
Durata circa due ore. Da non perdere.
Se volete avere una panoramica ottimale del Lago d'Iseo salite sul Trenta Passi. Noi siamo partiti da Cusato di Zone.
Una mulattiera tutta in salita ma ombreggiata e folta di belle sorprese...
salamandre pezzate in vari stadi di crescita
acervi di Formica Rufa
e non poteva mancare qualche fiore raro come l'elegantissima Aquilegia
Una pausa cioccolatosa...
e poi il tratto più aspro del trekking
per il quale non ho avuto il coraggio di tirare fuori la macchina fotografica, di chiacchierare , di studiare fiori e pietre retroceduti a semplici fiorellini e ciottoli...
ampiamente ricompensati da un ultimo tratto con una visuale da urlo anche se attenuata dalla cara amica foschia che sembra spesso accompagnarci nelle nostre scalate...
Durata circa due ore. Da non perdere.
sabato 22 giugno 2013
Monte Guglielmo - Golem
Il Monte Guglielmo è la vetta più alta di tutto il sistema orografico che si affaccia sul Sebino.
Una scalata a questo monte meraviglioso a tutti gli effetti un alpeggio con le sue malghe e i suoi pascoli non può certo mancare fra le gite di chi vuole davvero conoscere il nostro territorio.
La via che vi proponiamo è quella che sale da Passabocche nel comune di Pisogne e dura circa due ore e mezza. La prima parte del percorso si snoda all'interno di un bosco di pini e faggi. Si giunge così al Rifugio Medelet molto carino e posto in un bel prato costellato a giugno di luparia un bellissimo fiore giallo.
Al rifugio ricaricate le vostre forze e sgranocchiatevi un bel pezzo di cioccolato perchè comincia la parte più impegnativa della nostra "scalata". Un bel sentiero sassoso e irto ma in cambio punteggiato da variopinti e profumatissimi fiori e da un'ampia panoramica sulla valle sottostante.
Giungiamo finalmente a punta Caravina.
Da qua solo una mezzoretta ci separa dal nostro obiettivo. Un tratto veramente piacevole in mezzo ai prati, un'aria che quasi la si assaggia da tanto è fresca e buona. Passando per la malga Palmarusso (al nostro passaggio ancora chiusa) e il Rifugio Almici, meta di incontro di appassionati della montagna della Val Trompia e del Sebino, eccoci sulla vetta del Golem. A 1948 mt di altezza purtroppo non possiamo goderci la panoramica a causa della nuvola in cui siamo immersi ma... bisogna sempre lasciare qualcosa per tornare... la soddisfazione è enorme.
Una scalata a questo monte meraviglioso a tutti gli effetti un alpeggio con le sue malghe e i suoi pascoli non può certo mancare fra le gite di chi vuole davvero conoscere il nostro territorio.
La via che vi proponiamo è quella che sale da Passabocche nel comune di Pisogne e dura circa due ore e mezza. La prima parte del percorso si snoda all'interno di un bosco di pini e faggi. Si giunge così al Rifugio Medelet molto carino e posto in un bel prato costellato a giugno di luparia un bellissimo fiore giallo.
Al rifugio ricaricate le vostre forze e sgranocchiatevi un bel pezzo di cioccolato perchè comincia la parte più impegnativa della nostra "scalata". Un bel sentiero sassoso e irto ma in cambio punteggiato da variopinti e profumatissimi fiori e da un'ampia panoramica sulla valle sottostante.
Giungiamo finalmente a punta Caravina.
Da qua solo una mezzoretta ci separa dal nostro obiettivo. Un tratto veramente piacevole in mezzo ai prati, un'aria che quasi la si assaggia da tanto è fresca e buona. Passando per la malga Palmarusso (al nostro passaggio ancora chiusa) e il Rifugio Almici, meta di incontro di appassionati della montagna della Val Trompia e del Sebino, eccoci sulla vetta del Golem. A 1948 mt di altezza purtroppo non possiamo goderci la panoramica a causa della nuvola in cui siamo immersi ma... bisogna sempre lasciare qualcosa per tornare... la soddisfazione è enorme.
venerdì 12 agosto 2011
Sul Sentiero degli Gnomi - Zone
Superato l'abitato di Zone e dirigendosi in località Goi de la Tromba, una segnaletica chiara vi porterà fino all'imbocco del sentiero degli gnomi: una via immersa tra prati e boschi e incantata dalle sculture del Rosso di Zone che sa vedere nei tronchi degli alberi con gli occhi della fantasia e dare vita con le sue mani all'incanto di un mondo popolato da draghi, gnomi e animali dei boschi.
Una gita ideale per i bambini se non fosse per la pendenza della via, veramente alta per dei piccoli.
Per questo oggi siamo giunti ad un compromesso con le possibilità fisiche della nostra piccola (avevamo anche dimenticato lo zainetto porta- Gaia...) e ci siamo accontati di una dozzina di sculture sulle 44 esistenti.
C'è da dire che camminando con le sue gambe Gaia ha potuto cavalcare i draghi, stringere la mano agli gnomi e farsi abbracciare da mamma orsa e piccolo orsetto. Richi dal canto suo comodo dentro alla fascia porta-bebè si è perso ad osservare gli alti alberi con le loro foglie sventolanti ed illuminate dai raggi del sole che filtravano tra di esse ad illuminare il bosco. Un'avvertenza per chi vorrebbe mettere il suo bebè in fascia: la pendenza molto alta rende la discesa sul sentiero fatto di ciottoli un tantino difficoltosa dato che non si riesce a vedere i propri piedi dunque via libera alla hip carry ovvero la posizione sull'anca del bambino se la sapete fare.. io per ora no ma sarà meglio impararla!
Consiglio: gita con bambini un po' più grandicelli (8-9 anni se son tosti a camminare e determinati a raggiungere la meta) oppure con bimbi più piccoli opportunamente portati. Gita non da mezza giornata ma tutta la giornata con diverse soste (anche per i genitori...) altrimenti compromesso: percorrete solo la prima parte, i bambini saranno comunque incantati.
Una bella area attrezzata vicino al parcheggio ospiterà i vostri pic-nic!!!
Un saluto speciale al Drago Rubino..
Una gita ideale per i bambini se non fosse per la pendenza della via, veramente alta per dei piccoli.
Per questo oggi siamo giunti ad un compromesso con le possibilità fisiche della nostra piccola (avevamo anche dimenticato lo zainetto porta- Gaia...) e ci siamo accontati di una dozzina di sculture sulle 44 esistenti.
C'è da dire che camminando con le sue gambe Gaia ha potuto cavalcare i draghi, stringere la mano agli gnomi e farsi abbracciare da mamma orsa e piccolo orsetto. Richi dal canto suo comodo dentro alla fascia porta-bebè si è perso ad osservare gli alti alberi con le loro foglie sventolanti ed illuminate dai raggi del sole che filtravano tra di esse ad illuminare il bosco. Un'avvertenza per chi vorrebbe mettere il suo bebè in fascia: la pendenza molto alta rende la discesa sul sentiero fatto di ciottoli un tantino difficoltosa dato che non si riesce a vedere i propri piedi dunque via libera alla hip carry ovvero la posizione sull'anca del bambino se la sapete fare.. io per ora no ma sarà meglio impararla!
Consiglio: gita con bambini un po' più grandicelli (8-9 anni se son tosti a camminare e determinati a raggiungere la meta) oppure con bimbi più piccoli opportunamente portati. Gita non da mezza giornata ma tutta la giornata con diverse soste (anche per i genitori...) altrimenti compromesso: percorrete solo la prima parte, i bambini saranno comunque incantati.
Una bella area attrezzata vicino al parcheggio ospiterà i vostri pic-nic!!!
Un saluto speciale al Drago Rubino..
giovedì 19 agosto 2010
Tra cura e libertà - Centro Faunistico Parco dell'Adamello, Paspardo (Bs)
Ancora una volta la Val Camonica ci ha saputo stupire con le sue risorse poco conosciute: alle pendici di quelle montagne che gli antichi camuni consideravano sacre, l'incontro con un animale può essere basato sulla reciprocità. Il Centro Faunistico del Parco dell'Adamello opera come centro di recupero di animali selvatici in difficoltà, che vengono curati e rimessi in libertà, anche se non sempre questo è possibile: è struggente vedere un povero e minuscolo riccio non vedente, ma è emozionante vedere questi ragazzi che si prendono cura di lui con tanto affetto. Ci è capitato inoltre di vedere due bellissime (e affamatissime) cerve, una poiana e un tenerissimo capriolo femmina che sembrava giocare a "prendersi" con la nostra bambina. Rispetto alla classica gita allo zoo ci è sembrata un'esperienza più completa e meno fine a stessa e, anche se la quantità di animali avvistati è notevolmente minore, consente di perdersi in quei piccoli preziosi particolari (funghi, larve di salamandre, farfalle variopinte) che solo i nostri bei boschi alpini possono regalarci.
E' una gita adatta anche ai bambini più piccoli. La nostra bimba di tre anni ha camminato parecchio, ovviamente con il procedere tipico dei bambini della sua età attirati da bastoncini, sassi, cortecce... Vi consigliamo un piccolo cestino (adatto alle loro manine) se non volete trovarvi le tasche "piene di tesori del bosco".
Per chi vuole muoversi col passeggino vi è un breve tratto di sentiero totalmente accessibile e terminante in una terrazza lignea panoramica sulla valle.
sabato 3 aprile 2010
Calpestando terra bagnata - Visita al Parco del Barberino
Finalmente una giornata di sole per tornare a calpestare terra...
Variegati paesaggi di collina e quella sensazione di arricchimento che solo un anello ti può offrire.
In un intreccio tra cicli naturali e climatici e tra questi e le attività dell'uomo...
Dentro a oggi
i ricordi dell'estate
i segni dell'autunno
l'inverno agli sgoccioli
le promesse della primavera
E la mano dell'uomo che conosce la terra la ama e la lavora, che a volte sa esserne amico, che da essa sa trarre e dare fiducia.
L'uomo che appena può corre al suo orto, a quel piccolo pezzo di terreno che non molla.
Variegati paesaggi di collina e quella sensazione di arricchimento che solo un anello ti può offrire.
In un intreccio tra cicli naturali e climatici e tra questi e le attività dell'uomo...
Dentro a oggi
i ricordi dell'estate
i segni dell'autunno
l'inverno agli sgoccioli
le promesse della primavera
E la mano dell'uomo che conosce la terra la ama e la lavora, che a volte sa esserne amico, che da essa sa trarre e dare fiducia.
L'uomo che appena può corre al suo orto, a quel piccolo pezzo di terreno che non molla.
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